🚀 GM Picks 25 / Fate innovazione con le persone giuste!

E poi il metodo SCAMPER per innovare in modo semplice

Questa settimana vi propongo qualche riflessione su come fare innovazione in azienda, in particolare in quelle aziende che non hanno l’innovazione nel loro DNA, ma che si trovano a dover affrontare questo tema, oggi diventato fondamentale.

Poi vi proponfo il metodo SCAMPER che vi può aiutare ad gestire le sessioni di brainstorming e innovare in modo semplice grazie a sette domande che ci stimolano a pensare un prodotto o servizio in modo diverso.

Buona lettura!

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Per fare innovazione ci vogliono le persone giuste, le sai trovare in azienda?

Esistono tre tipi di aziende che fanno innovazione: quelle che hanno l’innovazione nel DNA, quelle che inseguono i leader e procedono con un po’ di ritardo ed infine quelle che “subiscono” il processo d’innovazione, cioè quelle sanno di dover fare innovazione per sopravvivere nel mercato ma vivono questa cosa con una grande sofferenza perché non è il loro stato naturale delle cose.

Molte organizzazioni, infatti, particolarmente le PMI manifatturiere sono nate intorno alla realizzazione di un prodotto, quindi intorno alla produzione, e sono state letteralmente costruite per operare in modo lineare, seguendo il percorso che va dalla materia prima o dal componente fino al prodotto realizzato e pronto per essere inviato al mercato.

Il mercato, tuttavia, oggi chiede di cambiare approccio, ma questo modo di fare tradizionale è così cementato nella cultura di alcune aziende che è molto difficile da modificare perché le persone non sono a loro agio in questa nuova situazione. Come fare allora per innescare questi processi d’innovazione?

La soluzione può essere più semplice di quanto immaginato. Di solito le aziende partono con il piede sbagliato dicendo “da adesso dobbiamo fare più innovazione”. Ma non è questo il modo giusto. È necessario invece identificare in azienda due tipi di persone essenziali per la riuscita: gli innovatori e gli esecutori.

Identifichiamo gli innovatori

Non è necessariamente vero che per fare innovazione dobbiamo coinvolgere tutti, dobbiamo invece identificare un gruppo di persone che la pensano “allo stesso modo” e che possono essere il perno su cui impostare i processi d’innovazione. Probabilmente questi innovatori saranno pochi ma, per esperienza, posso dirvi che in qualsiasi azienda c’è qualche innovatore nascosto.

L’innovatore, anche a “sua insaputa” è una persona che ha queste caratteristiche:

  • È entusiasta di essere un motore di creazione di valore

  • Ha capacità di visione su come potrebbero essere le attività di domani

  • Ha capacità di rispondere e adattarsi al cambiamento ispirando gli altri

Una volta mappate le persone (che possono avere ruoli diversi!) che “catalizzano” l’innovazione in azienda, possiamo creare dei gruppi di lavoro per farle lavorare insieme. In questo modo potremo facilitare le attività, anche usando il metodo SCAMPER che vi presento oggi!

Ovviamente dobbiamo trovare il giusto equilibrio, ma la regola fondamentale è quella di unire “cervelli diversi” che possono contaminarsi ed arrivare insieme a soluzioni interessanti.

Identifichiamo gli esecutori

Attenzione però, il lavoro non è finito qui, una volta trovate le persone che possono portare innovazione è necessario passare alla fase di execution. E per questa fase probabilmente avremo bisogno di persone con meno capacità di visione ma molto più pragmatismo, quelle persone forse non così aperte al cambiamento, ma capaci di mettere in esecuzione qualsiasi piano venga assegnato. Non sono persone di secondaria importanza, anzi! Sono altrettanto fondamentali per introdurre l’innovazione nei processi aziendali.

L’esecutore è una persona che ha queste caratteristiche:

  • Ha capacità di progettare piani d’azione per trasformare le sfide in progetti

  • Ha capacità di problem solving per risolvere via via i problemi che si incontrano

  • È una persona metodica e una volta avviato il progetto riesce a battere il tempo instancabilmente

E il Top Management?

Come ultima riflessione, vorrei ricordarvi che per ottenere tutto ciò è necessario un forte commitment del vertice aziendale. L’innovazione non si fa da sola e i leader devono avere una forte visione del futuro e una chiara idea di dove vogliono andare. Questa visione va unita alla capacità di supportare e far collaborare gli innovatori e gli esecutori, per far sì che il processo non si fermi, anche nelle fasi di difficoltà (sì, ce ne sono!) e per evitare che quanto avviato con tanta fatica si interrompa alla minima resistenza.

👉 Ricordiamoci che per loro natura le organizzazioni resistono al cambiamento e questo processo non va mai lasciato andare a sé stesso altrimenti si insabbierà in quattro e quattr’otto nonostante la buona volontà del nostro team.

Ovviamente, questo vale soprattutto per le aziende del terzo tipo, quelle che vedono il cambiamento come sofferenza. Per crescere e diventare azienda del primo tipo è fondamentale operare soprattutto un forte cambiamento culturale, che per sua natura è lento e faticoso e non è oggetto di questo post.

Sei interessato a saperne di più su come fare innovazione in azienda? Trovi i miei contatti in fondo a questa email.


Creatività no problem con il metodo SCAMPER

Spesso in azienda ci sono momenti in cui non dobbiamo gestire dei processi noti ma ideare delle nuove strade o proporre delle alternative ad una situazione, solo che in genere, le persone non sono abituate a gestire questi processi creativi e tendono a bloccarsi o perdersi nella classica sindrome della pagina bianca: non sanno da dove iniziare.

Per questo viene in aiuto il metodo SCAMPER, ideato da Bob Eberle che, a partire dalla tecnica del Brainstorming, aiuta a sviluppare il pensiero creativo e a superare il blocco da pagina bianca. Lo fa attraverso una serie di domande che hanno lo specifico obiettivo di sbloccare il pensiero creativo. In particolare, il metodo SCAMPER è stato messo a punto per migliorare il design di prodotti o processi.

Il nome deriva dall’unione di 7 lettere che non sono altro che le iniziali di 7 verbi che corrispondono a 7 possibili modi di ripensare un prodotto/servizio, sette domande che ci “costringono” a ripensare l’oggetto sotto altri punti di vista.

Vediamo insieme queste parole che mi piace immaginare come “provocazioni”, e proviamo a trasformarle anche in domande, per renderle ancora più chiare.

  • Sostituisci. Qualcosa può essere sostituito?

  • Combina. È possibile combinare più elementi?

  • Adatta. Posso adattarlo alle mie esigenze?

  • Modifica. Posso cambiarlo?

  • Pensa a un altro utilizzo. Posso sfruttarlo per un altro scopo?

  • Elimina. È indispensabile o posso eliminarlo/ridurlo?

  • Rovescia. Posso cambiare l’ordine, la sequenza di un passaggio, un aspetto del processo?

💥 Attenzione: come potete notare sono tutti verbi di azione pensati per stimolare la generazione di idee, alternative e soluzioni in maniera ordinata, visto che ci concentriamo su un aspetto per volta, e quindi più facile da gestire anche per i non addetti ai lavori.

Il processo

Come tutti i metodi, è necessario seguire un processo per la conduzione del meeting. Ecco in sintesi le fasi da seguire per uno SCAMPER perfetto!

Fase 0: isolare il problema

L’ho chiamata fase 0 perché in realtà questa cosa andrebbe fatta prima di iniziare lo SCAMPER. Come al solito, la prima cosa da fare è quella di identificare in modo preciso il problema.

È una fase su cui intervengo spesso nelle aziende: la fase di “framing” ovvero di definizione del perimetro del problema è essenziale per concentrarci su cosa davvero dobbiamo veramente risolvere. E dobbiamo risolvere una cosa per volta. Invece, come spesso accade, questa fase così importante viene trascurata e ci ritroviamo a dover analizzare problemi vaghi o dal perimetro troppo ampio, che portano a soluzioni inconsistenti e difficilmente praticabili o, peggio ancora, a non riuscire a identificare neanche delle possibili strade d’innovazione perché il gruppo, alle prese con problemi troppo generici, semplicemente non funziona.

Fase 1: Formulare e raccogliere le proposte

In questa fase, come in tutti i Brainstorming che si rispettino, tutte le proposte emerse come risposte alle sette domande provocatorie, devono essere raccolte e considerate allo stesso modo: nessuna è più o meno valida. È altrettanto importante eliminare censure preventive: per quanto stupida o poco produttiva possa sembrare una risposta, questa potrebbe nascondere la chiave dell’innovazione.

Fase 2: Validare le risposte

Questa è la fase in cui si selezionano le risposte. Bisogna fare attenzione ad individuare le idee più valide che possono portare alla soluzione cercata. Perché fare attenzione in questa fase? Perché non è detto che dobbiamo scegliere le soluzioni più facili da fare o quelle in cui c’è meno lavoro da sviluppare. Dobbiamo validare quelle che portanto valore e quelle che possono portare a una risoluzione concreta del problema. Le proposte scartate, tuttavia, non sono mai da buttare perché potrebbero servire per affrontare criticità future, quando magari potranno tornare utili grazie a camvìbiamenti di mercato, tecnologia o bisogni.

Fase 3: Selezione finale

L’ultima fase è quella della selezione finale delle idee, ovvero quelle idee che riescono a dare una risposta giudicata “solida” per la risoluzione del problema. Per essere definita in questo modo è naturalmente necessario esporre il motivo per cui si è deciso di selezionare proprio questa proposta e confrontarlo con il problema posto. Se c’è un fit tra problema e soluzione, allora possiamo procedere.

👉 Se siete interessati a questa metodologia, anche con casi ed esempo potete contattarmi oppure approfondire sul mio sito cliccando qui.


Qualche news interessante

Ecco una piccola selezione di notizie trovate in rete che mi sono sembrate molto interessanti:

  • Caffè Vergnano ha siglato un accordo con Coca-Cola per la distribuzione esclusiva dei suoi prodotti all'estero. L'accordo prevede anche la cessione del 30% dell'azienda torinese al colosso delle bevande, ma la governance resterà nelle mani della famiglia che da 135 anni la guida.
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  • Oggi, 5 luglio, Jeff Bezos lascia la carica di CEO di Amazon. Questo giorno è un giorno particolare perché è il “compleanno” di Amazon che compie 27 anni. Passerà il comando a Andy Jassy, che è la persona che ha creato Amazon Web Services (AWS).
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  • In che modo Salesforce, Amazon e Google misurano l'impatto sul clima. Quali sono i dati da tracciare e come si scelgono?
    👉 Approfondisci


Il libro della settimana: Da Zero a Uno

Un libro che ormai è un classico, scritto dal fondatore di Paypal e investitore in centinaia di startup. Il libro rracconta come costruire imprese che creano cose nuove, facendo un “cambiamento verticale”. Da qui il titolo: per costruire il futuro occorre un cambiamento verticale, trasformativo: bisogna andare da 0 a 1. L'atto della creazione è unico, così come il momento in cui essa avviene, e il risultato è qualcosa di originale e inusuale, che va perseguito a tutti i costi, perché chi non lo farà è destinato a scomparire.

Peter Thiel - Da Zero a Uno


Lo strumento della settimana: Ninox

Oggi vi presentorite Ninox, uno strumento per automatizzare in modo semplice i processi aziendali di base, senza bisogno di programmazione. In pratica vi aiuta a passare dai fogli di calcolo a una piattaforma collaborativa, facile da personalizzare.

È uno strumento ottimo per startup e piccole aziende, ma è usato anche da aziende del calibro di Generali o Tupperware.

Il costo è molto accessibie e le versioni iPad / iPhone sono gratuite, quindi ottime per essere provate! Sembra un bello strumento sicuramente da provare!

https://ninox.com/


YouTube - Prendere decisioni con l’asimmetria positiva

Nassim Nicholas Taleb ci ricorda che è molto difficile prevedere gli scenari utili a prendere delle decisioni strategiche, perché queste di manifestano nel tempo e possono avverarsi accadimenti imprevisti nel durante.

Quando dobbiamo prendere una decisione strategica, abbiamo 4 possibili scenari da valutare e dobbiamo ricercare sempre gli scenari ad asimmetria positiva, ovvero quelli in cui le nostre scelte possono portare beneficio anche in situazioni negative.

Scopriamo quali sono le quattro possibilità e arricchiamo il nostro bagaglio di conoscenze con uno strumento molto efficace che permette di vedere le cose con una prospettiva diversa.


This is the end, my friend

Anche per questa settimana finisce qui. Mi raccomando, siate curiosi, fatevi domande e commentate liberamente. Mi aiuterete a migliorare.

👉 Sono a vostra disposizione per approfondire i temi trattati o discutere di progetti nella vostra azienda.

Giacomo


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